ARTE A PESO

il peso delle parole
di Ruggero Maggi
da: ApARTe°9, dicembre 2003

Il peso dell'arte, arte delle parole, parole di peso .... Equazione facilmente convertibile, significato e significante in un intreccio di forme, simboli, colori. Forme di pane spinato, cibo quotidiano per ogni mensa, assunto a tela, cornice, messaggio artistico che ironicamente acquista valore in base al peso e non per storicizzazione o appartenenza di stile, tecnica o corrente.
Un "peso leggero" quello del pane secco; semplice elemento, ma forse per questo più accessibile e diretto. Arte come comunicazione attraverso i singoli sensi ed i desideri inconsci ed onirici, in cui gli oggetti parlano e si animano. Materia friabile, degradabile nel tempo, come può essere il linguaggio: una concatenazione di simboli, forme arcaiche di riconoscimento universale, ma proprio per questo personale nel contesto della vita di ogni individuo.

SANGUE=SPINE=SACRIFICIO ROSE=PROFUMO=PIACERE

Assonanze ed accostamenti. Un pane spinato, marchiato da lettere d'inchiostro nero. Parole, parole, parole. Una parete in cui parole e pane creano un'installazione mobile, un paesaggio che per ognuno può assumere una propria immagine o il sapore di un'antica fiaba. Il piacere della lettura associato alla percezione visiva, al gusto dell'immagine.
Il peso è sinonimo di "presenza" e di "mancanza": il cibo sfama, ma la mancanza di cibo è fame nel mondo. In maniera traslata è pane o cibo dell'anima. Può l'arte saziare? E che peso l'arte può acquisire nella società? Infinite sono le sfaccettature che un oggetto semplice e quotidiano come il pane ed un segno semplice come il graffito possono assumere con il termine "simbolo". Ed ecco che l'opera non interagisce più soltanto con i cinque sensi, ma anche con il "sesto senso" e le energie più dinamiche ed interiori che collegano il ventre allo spirito. E diventa sociale perchè vuole parlare e comunicare. DARE e AVERE: acquisto dell'arte come reale fabbisogno quotidiano, compagno di viaggio e non accessorio. Non solo Estetica, ma Etica.
Forse un sorriso, un ammiccamento ironico e lieve per fare dell'arte il necessario cibo quotidiano.

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