home

email

curriculum

racconti

teatro

articoli

poesie

ricette
anarchiche

les cousiniers dangereux
il cd


mostre







Calo l'asso, piglio tutto e che paghi il presidente!

  
O rompiamo il vaso o tagliamo la mano al ragazzino

Volete paragonare l’educazione, l’istruzione e l’intelligenza dei cittadini con quella dei viddani?, dei muntanari? Il cittadino, per quanto sventurato, si considera superiore e li pensa, in ogni modo, rozzi e stupidi come piace al suo ceto. Essendo convinto di essere migliore, il cittadino si illude di conoscere tutta la loro rassegnazione, i limiti intellettuali, le grossolane furbizie e falsitÓ valutandole sempre con un sorriso di sufficienza. Tra lui e loro sa che non esiste alcun paragone culturale ed una storia, garantitami come assolutamente vera, sembra consolidare questo punto di vista.
    Un signore di cittÓ, passeggiando per le stradine di Erice, splendido paesino arroccato sulla cima di ‘lu Munti di Trapani, improvvisamente sentý provenire dal cortiletto interno di una casa le sconfortate ed acute urla di una donna. Preoccupato che fosse accaduta una disgrazia, accorse in quella direzione e vide un ragazzino con una mano incastrata dentro un vaso di vetro contenente delle olive e sua madre, gemente, che si capuliava tutta. I lamenti assolutamente disperati della donna avevano attirato l’attenzione dei suoi vicini, la situazione si presentava critica, quasi drammatica ed ognuno proponeva una sua soluzione.
-    Avemu a’rrumpiri ‘a burnýa - suggeriva qualcuno.
-    Ma comu?, rumpiri ‘a bedda burnýa? - si sconfortava ancora di pi¨ la povera donna - No, no, comu ci pozzu appizzare ‘a burnýa?
-    Allura ci’avemu a tagghiare ‘a manu a ‘u picciriddu!
-    Bedda Matri di Custunaci! Comu, tagghiare a manu, (il bambino, che aveva ben intuito l’imminente pericolo, aveva cominciato a frignare con insistenza) ma ‘cchi ‘ddiciti? MŔ figghiu senza manu?, ‘un’sinni parra propriu!
-    … allura avemu a rumpiri ‘a burnýa.
-    ‘A burnýa ‘un ‘si rumpi e’bbasta!  … e ‘a manu ‘un si tagghia!
Capirete che si era venuta a creare una condizione di stallo: il vaso non si doveva rompere, sicuramente la mano del ragazzino non si poteva tagliare quindi, per quegli intelletti rustici, la situazione si presentava assolutamente irrisolvibile.
Messo in un angolo, sotto l’ombra di un poggiolo, il cittadino osservava divertito la scena e, ad un certo punto, pens˛ che era finalmente giunto il momento di intervenire.
-    Ci permette, signura, chi‘ciÓ sistemu i˛ sta facenna?
Certo un forestiero, che pu˛ anche essere un professore di scuola, Ŕ sempre ben ascoltato dai villici e dai montanari.
-    Dicissi puru, professuri, - gli rispose la sconsolata donna – ma, purtroppu ‘u viriti, ‘a situazzioni ‘unn’avi soluzzioni!
Allora, con estrema calma il signore afferr˛ un orecchio del bambino e, torcendoglielo, gli sibil˛: - Lassa l’alivi!
Il ragazzino, che aveva afferrato alcune olive e per tutto quel tempo non le aveva mai mollate, aprý il pugno ed il vaso, tra la sorpresa di tutti gli astanti e se qualcuno non era lesto ad afferrarlo al volo, cadeva pure per terra.
- Grazie, grazie - disse la mamma mollando una fulminea sberla al monello e con la voce spezzata dall’emozione - come ‘a pozzu ‘rringrazziari? Sarvau ‘a manu di ‘mme figghiu e puru ‘a bedda burnýa!
Queste erano le storie che ‘na vota si raccontavano ai piedi di ‘lu Munti.

Come Caterina divenne Cristina


Comu Odisseu n'cagghýau 'nta l'antru di Polifemu


E noi faremo come la Russia / chi non lavora non mangerÓ


Ercole e la regina di Saba

Giammitro e il record mondiale

Giustina, operaia all'ArsenÓl

Il treno del Sole

L'Adunata dei Refrattari

La villeggiatura

Le allegre merende di una spensierata famigliola scozzese

Le mirabolanti avventure della salma di Josif Aleksandrovic

Minchia!, Tarek c'Ŕ

O rompiamo il vaso o tagliamo la mano al ragazzino

Olivetti & Bottarga

Per un punto Martina perse l'orecchio

Quel che la Libia ci deve ancora restituire

Sapete, io sono un ladro

Tito Tazio, chi era costui?

Tre storie altruistiche

Un suonatore di trombetta

I racconti di NapuliŔ

La commedia divina