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LA
COMMEDIA DIVINA
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Inferno
… dopo aver saputo questa novità, lo lasciai senza inutili rimpianti
e mi incamminai seguendo le rughe della terra (71) intossicata.
Adesso che mi ero rimesso in moto, non avendo più la bocca (80),
zavorra inutile che impone un senso logico ai pensieri (75) più indefinibili,
riuscivo agevolmente a smaltire ansie e malattie (49).
L'Amministrazione Celeste (6) aveva provveduto a disseminare in giro, apparentemente
senza alcun senso logico, piccole ruote (72) alate. Ogni ruota, ricordavano
quelle dei vecchi carri (21) di legno, aveva dei numeri, da 1 a 90, scritti
in malo modo su untuosi foglietti di carta o su brandelli di stoffa e inchiodati
con storti chiodi (13) di ferro.
In distanza un uomo, un vecchio (55) seduto su uno sgangherato cataletto
(4), si sbracciava e mi chiamava: "Veni!, veni!".
Pensai che doveva essere quello preposto ai lavori manuali, una specie di
giardiniere-portinaio, poiché teneva in mano un martello (56) e delle
grosse chiavi (35) nere. Indossava un pesante giaccone (75) militare sul
quale erano appuntate medaglie (64) a forma di croce (3), onorificenze e
paccottiglia simile. Aveva anche, cucito sul bavero, un foglietto con il
numero 47.
…
La sepoltura… per i vivi più poveri è un insensato spreco
di enormi quantità di ottima carne (40).
Va da sé…, dopo la monta (15) assistemmo ad una trasmigrazione strepitosa.
…
"Il babbo, Stefania, il babboooo!"
Purgatorio
Insomma, lui aveva un qualcosa stretto nel pugno (19) della mano destra
e, con questa, ogni tanto, mi pressava invitandomi ad andare avanti più
spedito. Io ero abbastanza contrariato (26), anche perché non avevo
ancora capito dove volesse dirigermi. Forse verso quel gruppetto di alberelli
(4) rinsecchiti?, o verso quella costruzione che, da dove eravamo, mi appariva
come una trattoria (8) di campagna? Ero anche confuso da tutti quei numeri,
inciampavo spesso nelle zolle di terra secca o in curiose ruotine alate
conficcate nel terreno.
Caddi (80) addirittura e allora non volli più rialzarmi. Avevo deciso:
che il luogo dove eravamo diretti, a questo punto, arrivasse (60) lui da
me!
…
"..., lassala fora!"
Paradiso
Nella stanza dove eravamo entrati c'era veramente tanto buio (22); solo,
collocato al centro della parete di fronte a me, riuscivo a notare, a stento
illuminato da una candela (25), un lettino (66) in tubi metallici e tela
tesa, sul tipo di quelli da campeggio.
Mi avvicinai, sul lettino un materasso (12) sottile e, sul materasso, stava
disteso un giovane (27) coperto da un giaccone militare tutto unto e appesantito
da medaglie militari.
Il giovane mi guardò, poi mi chiese: "Hai un revolver?"
(7).
Io non sapevo dove poter trovare questo oggetto, misi le mani in tasca ed
estrassi l'unica cosa che contenevano, uno stuzzicadenti (87). Glielo diedi
pensando che potesse andar bene comunque.
Lui strinse con le due mani la piccola scheggia di legno e disse ancora:
"Almeno, hai una bicicletta?" (63).
Ora, quella bicicletta, se aspettava, potevo anche trovargliela, ma il ragazzo
chiuse gli occhi (72), come per addormentarsi, e morì (1), semplicemente.
Da allora non sono più riuscito ad uscire (17) da quella stanza.
I numeri a corredo, sono stati ricavati del "Vocabolario Numerico SICILIANO-ITALIANO
per la interpretazione dei sogni" ad uso dei giocatori al Regio Lotto
compilato da Giusto Pecorella, con aggiunte delle estrazioni settimanali
della Ruota di Palermo da gennaio 1871 a tutto dicembre 1932, riveduto ed
accresciuto di nomi propri e nuovi vocaboli (Casa Editrice Bietti, viale
Monza 53 Milano, 1932).
Inoltre,
rivelazione particolare di un appunto segreto del cavaliere Giuseppe Lombardo
(1900-1994) da Marsala, attore, fotografo e sfortunatissimo ma accanito
giocatore del Lotto:
1 porta 9 / 2 porta 4 / 3 porta 3 / 4 porta 9 / 5 porta 6 / 6 porta 5 /
7 porta 2 / 8 porta 3 / 9 porta 4
(1) "Aldilà" non è altro che un
termine generico che abbraccia varie interpretazioni. Una persona accorta
sceglie il proprio "aldilà" prima di morire, per evitare
di finire in un luogo che non vorrebbe mai conoscere. (da: " Manuel
du savoir-mourir" di André Ruellan con illustrazioni di Roland
Topor, editions Pierre Horay, 1963)
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