LA COMMEDIA DIVINA
LA COMMEDIA DIVINA

nella quale caoticamente si narra di un viaggio nell'aldilà (1)
di Rino De Michele, Incenerosofo e Rivolvatore Scervellato dei Letti di Procuste (Commendatore O.G.G.) - Collage de 'Pataphisyque

Inferno
… dopo aver saputo questa novità, lo lasciai senza inutili rimpianti e mi incamminai seguendo le rughe della terra (71) intossicata.
Adesso che mi ero rimesso in moto, non avendo più la bocca (80), zavorra inutile che impone un senso logico ai pensieri (75) più indefinibili, riuscivo agevolmente a smaltire ansie e malattie (49).
L'Amministrazione Celeste (6) aveva provveduto a disseminare in giro, apparentemente senza alcun senso logico, piccole ruote (72) alate. Ogni ruota, ricordavano quelle dei vecchi carri (21) di legno, aveva dei numeri, da 1 a 90, scritti in malo modo su untuosi foglietti di carta o su brandelli di stoffa e inchiodati con storti chiodi (13) di ferro.
In distanza un uomo, un vecchio (55) seduto su uno sgangherato cataletto (4), si sbracciava e mi chiamava: "Veni!, veni!".
Pensai che doveva essere quello preposto ai lavori manuali, una specie di giardiniere-portinaio, poiché teneva in mano un martello (56) e delle grosse chiavi (35) nere. Indossava un pesante giaccone (75) militare sul quale erano appuntate medaglie (64) a forma di croce (3), onorificenze e paccottiglia simile. Aveva anche, cucito sul bavero, un foglietto con il numero 47.

La sepoltura… per i vivi più poveri è un insensato spreco di enormi quantità di ottima carne (40).
Va da sé…, dopo la monta (15) assistemmo ad una trasmigrazione strepitosa.

"Il babbo, Stefania, il babboooo!"

Purgatorio
Insomma, lui aveva un qualcosa stretto nel pugno (19) della mano destra e, con questa, ogni tanto, mi pressava invitandomi ad andare avanti più spedito. Io ero abbastanza contrariato (26), anche perché non avevo ancora capito dove volesse dirigermi. Forse verso quel gruppetto di alberelli (4) rinsecchiti?, o verso quella costruzione che, da dove eravamo, mi appariva come una trattoria (8) di campagna? Ero anche confuso da tutti quei numeri, inciampavo spesso nelle zolle di terra secca o in curiose ruotine alate conficcate nel terreno.
Caddi (80) addirittura e allora non volli più rialzarmi. Avevo deciso: che il luogo dove eravamo diretti, a questo punto, arrivasse (60) lui da me!

"..., lassala fora!"

Paradiso
Nella stanza dove eravamo entrati c'era veramente tanto buio (22); solo, collocato al centro della parete di fronte a me, riuscivo a notare, a stento illuminato da una candela (25), un lettino (66) in tubi metallici e tela tesa, sul tipo di quelli da campeggio.
Mi avvicinai, sul lettino un materasso (12) sottile e, sul materasso, stava disteso un giovane (27) coperto da un giaccone militare tutto unto e appesantito da medaglie militari.
Il giovane mi guardò, poi mi chiese: "Hai un revolver?" (7).
Io non sapevo dove poter trovare questo oggetto, misi le mani in tasca ed estrassi l'unica cosa che contenevano, uno stuzzicadenti (87). Glielo diedi pensando che potesse andar bene comunque.
Lui strinse con le due mani la piccola scheggia di legno e disse ancora: "Almeno, hai una bicicletta?" (63).
Ora, quella bicicletta, se aspettava, potevo anche trovargliela, ma il ragazzo chiuse gli occhi (72), come per addormentarsi, e morì (1), semplicemente. Da allora non sono più riuscito ad uscire (17) da quella stanza.


I numeri a corredo, sono stati ricavati del "Vocabolario Numerico SICILIANO-ITALIANO per la interpretazione dei sogni" ad uso dei giocatori al Regio Lotto compilato da Giusto Pecorella, con aggiunte delle estrazioni settimanali della Ruota di Palermo da gennaio 1871 a tutto dicembre 1932, riveduto ed accresciuto di nomi propri e nuovi vocaboli (Casa Editrice Bietti, viale Monza 53 Milano, 1932).

Inoltre, rivelazione particolare di un appunto segreto del cavaliere Giuseppe Lombardo (1900-1994) da Marsala, attore, fotografo e sfortunatissimo ma accanito giocatore del Lotto:
1 porta 9 / 2 porta 4 / 3 porta 3 / 4 porta 9 / 5 porta 6 / 6 porta 5 / 7 porta 2 / 8 porta 3 / 9 porta 4


(1) "Aldilà" non è altro che un termine generico che abbraccia varie interpretazioni. Una persona accorta sceglie il proprio "aldilà" prima di morire, per evitare di finire in un luogo che non vorrebbe mai conoscere. (da: " Manuel du savoir-mourir" di André Ruellan con illustrazioni di Roland Topor, editions Pierre Horay, 1963)

home
forum
chat
email
curriculum
racconti
teatro
articoli
poesie
ricette
canzoniere
mostre